giovedì 7 agosto 2008

COME IL VENTO CAMBIA DIREZIONE VELOCEMENTE




Lo ammetto, mi sento solamente la copia di me stesso.
Certo faccio le stesse cose, riempio lo stesso vuoto con gli stessi sogni realizzati, ma continuo a vedere in quello specchio un'immagine che non sento totalmente mia.
Piano, piano dal bianco e nero sono passato ad imitarmi anche nei colori, ma ancora non basta.
E' la qualità della carta a lasciarmi perplesso: non riesco a trovarla da nessuna parte, non ha prezzo. Forse non sono così autentico come credevo.

O forse sono coloro che mi circondano, con il loro debole onore, con i loro ridicoli e patetici giudizi a corrompermi, a limitarmi. Leggermente debole.

Probabilmente è la loro incapacità di non offendere il mio mondo a portarmi a rifiutare quel che più abbiamo in comune e che mi fa assomigliare a loro: l'aspetto, il corpo.
Certo anch'esso è totalmente diverso nei articolari, ma la mia mente è invece diversa dalla loro in ogni singolo passaggio e pensiero.
La mia mente è trasparente: accetta, assorbe e rilascia qualsiasi tonalità di colore, dal nero al bianco, e non ha bisogno di nient'altro che della vita per respirare.

Un attimo prima rido, l'attimo dopo piango perchè non ho bisogno di un permesso, di un'atmosfera adata, di trovarmi con le persone "giuste" per esprimere i miei sentimenti, i miei colori. Ah! Dipingo il mondo della mia esistenza!
Non subisco passivamente le vostre regole o "forma" come direbbero alcuni: piuttosto soffro, l'affronto e trovo un modo per abbatterla.

Spesso mi sento gli occhi addosso ed è proprio quello a spingermi oltre e mostrare a tutti che possono anche ridere di me, ma che io non riderò mai di loro: come si può ridere di una persona che si lascia morire?? Come si fa?
Io riesco a mostrare solo una piccola parte della vita, ma questa è una quantità abbastanza sufficiente da lasciare perplessi ed ammutoliti anche gli asini e i maiali.

Mi hanno dato del campioncino, della merda, del migliore, dell'uomo ridicolo, mi hanno detto di tutto, ma ancora niente mi calza alla perfezione.
Mi hanno dato del vecchio perchè anzichè guardare la TV preferivo passeggiare sulla spiaggia in compagnia di un po' di sano Metal.
Quello sì che era un vero momento di musica dove le idee, le chitarre, le voci, le onde del mare, le luci e i riflessi, i profumi si mischiavano nel mio cuore provocando un'esplosione di adrenalina.
Il brivido raggiungeva le mani e i piedi portando il mio corpo ad esprimere (forse goffamente, tanto sono complicate da spiegare) quelle magiche emozioni.
Non ero più nè a Rimini nè in Italia..nemmeno nell'universo!

Ero dentro di me, scavavo e scavavo, liberandomi.
Volavo in compagnia dei gabbiani, nuotavo tra i pesci, ridevo con i bambini: la mia mente si era fatta trasparente.
Nessuno si accorgeva però di me perchè io ero altrove a distruggere ogni vincolo morale, ogni sbarra della mia prigionia con un sorriso, con una sola ed eterna parola: libertà.

Libertà.

BLACK

Non ti resta che guardare ai prepotenti ritratti di sogni e utopie. Non ti resa che soffocare e rassegnare quel poco che ancora c'è in te.